Vito prova

Diagnostica e Screening cardiovascolare mediante Cardio-VCT (coronaro-TC) e/o Cardio-RM                                          

Grazie a potenti ed evoluti software di elaborazione la Cardio-TC e la Cardio-RM eseguite e valutate da professionisti dell'imaging garantiscono sensibilità e specificità diagnostiche prossime al 100%. Il prof. Giovanni Simonetti e la sua equipe di specialisti analizzano annualmente oltre 1500 studi di Cardio-TC e Cardio-RM.

Diagnostica e Screening con Virtual-Colonoscopy (Colonscopia Virtuale)

La possibilità di studiare tutto il colon con una bassa invasività può rendere la Virtual-Colonoscopy una valida alternativa alla colonscopia convenzionale nello screening del carcinoma del colon-retto. Il prof. Giovanni Simonetti e la sua equipe di specialisti analizzano annualmente oltre 1200 studi Virtual-Colonoscopy.

Diagnostica e Screening Senologico con RM (Risonanza Magnetica) ad alto campo, Digital Mammography (Mammografia Digitale), Contrast Enhanced Spectral Mammography ed Elastosonografia.

Queste tecniche diagnostiche, insieme alla PET-TC, rappresentano lo stato dell'arte per la diagnosi precoce e lo studio avanzato (stadiazione, pianificazione pre-operatoria e monitoraggio della regressione/avanzamento) del carcinoma mammario. In particolare la Contrast Enhanced Spectral Mammography, recentemente installata presso la Casa di Cura Quisisana di Roma, permette di ottenere informazioni più precise rispetto alla tradizionale mammografia, spesso senza ricorrere ad integrazioni diagnostiche che sottopongono le Pazienti a un ulteriore disconfort ed una maggiore radioesposizione, accellerando di fatto l'iter diagnostico.

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Trattamento dello stenosi carotidee con angioplastica percutanea e stenting carotideo.

La casistica del prof. Giovanni Simonetti vanta oltre 1600 Pazienti trattati. La frequenza di complicanze maggiori è inferiore al 2%,con complicanze combinate a 30 giorni pari al 1,04%, sovrapponibile quindi ai dati riportati in letteratura. La frequenza di restenosi è pari circa a 1,79% ad 1 mese, 1% a 6 mesi e 0,77% a 12 mesi

Trattamento dell'arteriopatia ostruttiva dei vasi periferici con angioplastica percutanea e stenting.

La casistica del prof. Giovanni Simonetti vanta ,dal Gennaio 2001 ad oggi, più di 2000 Pazienti diabetici (età media: 68.9 anni) con ischemia critica dell’arto inferiore e lesioni steno-ostruttive localizzate a vari livelli (arterie iliache, femorali superficiali e sottogenicolate) trattati con diverse tecniche endovascolari. Il successo tecnico (procedurale - angiografico) è stato ottenuto nel 96% dei Pazienti che sono stati trattati anche grazie all’utilizzo di tecniche endovascolari alternative. Il tasso di pervietà primaria e di salvataggio d’arto è stato rispettivamente di 78.5% e 93% a 6 mesi e di 69.2% e 89% a 12 mesi.

Trattamento degli aneurismi aortici con posizionamento di endoprotesi aortica anche con solo accesso percutaneo.

Dal 1997 sono stati trattati piu' di 600 Pazienti affetti da AAA (Aneurisma dell'Aorta Addominale). Il successo tecnico è stato ottenuto nel 100% dei casi. La conversione chirurgica è stata necessaria in 1.5% dei casi. La mortalità perioperatoria e la mortalità a 30 gg è stata dello 0%. L’ospedalizzazione media di 5.5 gg e non è mai stato necessario trasferire un Paziente in terapia intensiva.

Da sempre attento all'evoluzione tecnica e tecnologica, il prof. Giovanni Simonetti ha messo in discussione i paradigmi storici della chirurgia vascolare ed è oggi in grado di eseguire riparazioni di aneurismi aortici con tecniche che non richiedono alcun accesso chirurgico, ma due semplici punture femorali eseguite anche solo in anestesia locale e che non necessitano di speciali dispositivi di chiusura assistita. Tutto questo grazie all'esperienza pluriennale, al perfezionamento della tecnica ed all'utilizzo di un rivoluzionario tipo di endoprotesi (Ovation Trivascular) che consente di trattare, in casi selezionati, gli aneurismi addominali con un approccio interamente percutaneo. I primi risultati su oltre 20 Pazienti hanno dimostrato sicurezza ed efficacia dell’endoprotesi con un successo tecnico del 100% e la capacità di ottenere emostasi postprocedurale mediante compressione manuale in tutti i Pazienti. La degenza media è stata di 1.68±2.2 giorni. Nessuna complicanza è stata registrata intraproceduralmente e nei sei mesi successivi alla procedura.

Il trattamento di embolizzazione percutanea degli aneurismi intracranici si rivela efficace nel 92% dei casi. Laddove si ritenesse il trattamento endovascolare la migliore scelta terapeutica, si esegue la procedura in anestesia generale. Attraverso la puntura dell’arteria femorale, si fa risalire un catetere attraverso l’albero vascolare sino a livello dell’arteria affetta dalla patologia aneurismatica. Successivamente, in maniera controllata ed accurata, vengono rilasciate all’interno della sacca aneurismatica dei filamenti metallici in platino detti “spirali”. Questo processo è ripetuto sino ad ottenere la massima occlusione possibile della sacca con completa esclusione dal circolo dell’aneurisma. Successivamente i Pazienti in base alle condizioni cliniche pre e post-procedurali sono mantenuti, per un periodo non inferiore 3-6 giorni, nel reparto di degenza o nell’unità di terapia intensiva sotto osservazione clinica e dei parametri emodinamici. Allo stato attuale tuttavia il trattamento endovascolare risulta il gold standard per il trattamento in urgenza degli aneurismi fissurati e per la gestione globale della patologia aneurismatica intracranica, per le migliori percentuali in termini di morbi-mortalità rispetto alla chirurgia.
La trombolisi farmacologica mediante somministrazione endovenosa di attivatore di plasminogeno (tPA), farmaco in grado si sciogliere il trombo presente nelle arterie, è il trattamento standard per ictus trattati entro le 3 ore dall’insorgenza dei sintomi. Il tasso di successo di questo approccio dipende motlo dalla sede dell’occlusione vasale infatti mentre circa il 40% delle occlusioni a livello dell’arteria cerebrale media viene risulta con questo approccio, solo il 6% dell’occlusioni a livello dell’arteria carotide interna viene risolta con questo approccio La trombolisi farmacologica mediante somministrazione intraarteriosa di urokinasi è il trattamento per ictus trattati dalle 3-6 ore dall’insorgenza dei sintomi, oltre che per i casi non responsivi al trattamento enovenoso. Tale procedura endovascolare prevede la puntura, sotto anestesia locale, dell’arteria femorale superficiale a livello dell’inguine e la successiva cateterizzazione selettiva del vaso cerebrale occluso con sottilissimi cateteri in plastica attraverso il quale avviene l’infusione diretta del farmaco che disostruirà l’arteria. Al termine della procedura viene attuata la compressione dell’arteria femorale superficiale, sede dell’accesso, prima manualmente e poi con un apposito bendaggio da tenere per 24 ore. Il paziente solitamente viene trasferito presso l’unità di terapia intesiva neurologica per una stretta sorveglianza fino alla risoluzione dei sintomi. Questa procedura ottiene un tasso di ricanalizzazione più elevato rispetto al trattamento precedentemente descritto con un tasso di successo del 70%, rispetto al 34% del trattamento endovenoso. Per Ictus cerebri trattati con insorgenza dei sintomi maggiore delle 6 ore attualmente è disponibile presso centri di neuroradiologia interventistica di avanguardia la possibilità di eseguire una trombolisi meccanica. Anche questa procedura viene eseguita mediante un accesso percutaneo tran femorale e la cannulazione dell’arteria occlusa mediante sottili cateteri dedicati. Questi cateteri consentono l'introduzione di dispositivi in grado o di frammentare ed aspirare il trombo oppure di asportarlo integralmente consentendo la riapertura del vaso. Grazie a questi dispositivi la percentuale di successo ottenuta può arrivare fino all' 80%. La complicanza maggiore che può insorgere a seguito di un intervento di ricanalizzazione di un vaso cerebrale dopo ictus cerebri è l’emorragia, con un tasso di incidenza, variabile in base alla prcocità del trattamento ed alla sede dell’occlusioni, di circa il 6% Il nostro centro di neuroradiologia interventistica presenta apparecchiature e personale addestrato in grado di eseguire tutte le procedure precedentemente descritte garantendo la possibilità di fornire il miglior trattamento per l’ictus cerebri.

Trattamento dell'ipertensione arteriosa con sistemi percutanei di termoablazione del sistema nervoso simpatico renale.

La denervazione terapeutica del simpatico renale è una procedura percutanea rapida e semplice. Nell'ambito di uno studio clinico controllato, sono stati trattati 18 Pazienti con ipertensione arteriosa refrattaria alla terapia medica non associata a stenosi delle arterie renali. In tutti i pazienti è stata osservata una significativa riduzione dei valori pressori (-24/-15 ; -23/-12 mmHg ; -21/-12 mmHg a 1, 3 e 6 mesi di follow-up ed in 7/18 Pazienti con 12 mesi follow-up: -21/-13 mmHg), in assenza di complicanze significative.

Trattamento delle stenosi renali con angioplastica percutanea e stenting renale. 

Dal 1990 ad oggi sono state trattate più di 500 arterie renali (69% affette da aterosclerosi, 29% da displasia fibromuscolare, 3% arteriti) con un successo tecnico (stenosi residua <30%) del 99%. Un miglioramento delle condizione cliniche generali è stato ottenuto nell’ 86% dei casi con una riduzione della pressione arteriosa (PA) nel 51% ed una stabilizzazione della PA nel 33% dei casi. La funzionalità renale è migliorata nel 38% dei casi e si è stabilizzata nel 50% dei casi. Solo nel 12% dei casi non è stato ottenuto un significativo effetto sulla progressione dell’insufficienza renale.

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Crioablazione percutanea delle lesioni ossee

Pioniere nelle tecniche ablative non invasive, il prof. Giovanni Simonetti ha effettuato più di 50 crioablazioni di lesioni ossee con ottimi risultati clinici.

Trattamento del varicocele maschile con sclerotizzazione percutanea.

Dal 2000 ad oggi, coadiuvato dalla sua equipe di specialisti in tecniche endovascolari, il prof. Giovanni Simonetti ha trattato con questa tecnica più di 1000 pazienti, con un successo tecnico del 97%. I risultati mostrano una completa risoluzione del varicocele nell'84% dei casi ed una riduzione del grado di varicocele con regressione della sintomatologia nel 96% dei casi. Inoltre, in tutti i pazienti trattati si è verificata un significativo incremento dei paramentri di fertilità del liquido seminale.

Trattamento del varicocele femminile con sclerotizzazione percutanea.

Pur essendo una patologia molto più rara nelle donne rispetto alla controparte maschile, il prof Giovanni Simonetti ha curato, con questa tecnica, oltre 80 Pazienti con varicocele pelvico. Il successo tecnico è stato del 100%. Durante un follow-up di 12 mesi, in tutte le Pazienti è stato osservato un miglioramento della sintomatologia in assenza di recidive del varicocele.

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Trattamento dei fibromi uterini con embolizzazzione superselettiva.

Dal 1998 ad oggi sono state trattate più di 200 Pazienti con questa tecnica. Sono stati ottenuti riguardo alla modificazioni della sintomatologia e della menometroraggia, rispettivamente, questi risultati: una regressione completa (30.8% e 38.1%), una netta riduzione (57.7% e 47.6%), lieve riduzione (7.7% e 9.5%), una condizione invariata (3.8% e 4.8%).

Trattamento delle fratture vertebrali con vertebroplastica o chifoplastica

Pioniere nella radiologia interventistica osteoarticolare, il prof. Giovanni Simonetti vanta una casistica di oltre  5000 vertebroplastiche eseguite, molte nell'ambito di studi clinici controllati che hanno gettato le basi sulla moderna tecnica operativa. Una completa risoluzione del dolore è stato osservato nel 96% dei pazienti trattati per fratture osteoporotiche, nell’ 80% dei pazienti trattati per fratture neoplastiche e nell’94% dei pazienti trattati per fratture da mieloma multiplo.

Sono stati sottoposti a chifoplastica percutanea più di 100 Pazienti con fratture vertebrali amieliche principalmente di natura post-traumatica recente. In tutti i Pazienti si è ottenuto la risoluzione della sintomatologia dolorosa, il parziale ripristino della morfologia vertebrale e la stabilizzazione della frattura.

Trattamento del dolore lombare con nucleoplastica percutanea

Sono stati trattati più di 2500 Pazienti affetti da discopatie sintomatiche resistenti a trattamenti conservativi che hanno giovato di una totale o parziale risoluzione della sintomatologia dolorosa.

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Da sempre attento all'evoluzione tecnica e tecnologica e alla continua ricerca della "perfezione diagnostica e terapeutica" , il Prof. Giovanni Simonetti può vantare un'esperienza ormai più che quarantennale che abbraccia tutti gli ambiti della Diagnostica per Immagini, della Radiologia Interventistica, dell'Imaging molecolare e della Radioterapia.
Fervido sostenitore della prevenzione primaria, secondaria e terziaria, ha contribuito negli anni, all'ideazione e all'attuazione di numerosi programmi di prevenzione in atto in Italia.

In questa sezione, pertanto, possiamo solo limitarci ad elencare quelle che sono le sue attività "privilegiate". Per un elenco completo si rimanda ai sito del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radiologia Interventistica, Imaging Molecolare e Radioterapia diretto dal prof. Simonetti o della Casa di cura Quisisana.

 Nota: passando il cursore del mouse sulle singole voci si possono visualizzare informazioni aggiuntive


Diagnostica per Immagini

 

Radiologia Interventistica

  • Posizionamento di filtri cavali e port-a-cath di ultima generazione.

 
 
  

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